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Anonymous - il fenomeno di protesta della rete

Anonymous

Negli ultimi tempi, sempre più spesso, si sente parlare dai media e nei forum di un movimento chiamato Anonymous.

Poca è l'informazione riguardo a questo movimento nato da Internet. Nonostante alcune iniziative a loro imputate siano di un certo spessore, molti media sembrano evitare il discorso.

Cercheremo di chiarire un po' chi sono i membri di questo movimento e qual'è  lo spirito che guida la loro lotta.

Origini

Con il termine Anonymous, in generale si indicano quegli utenti che rispondono a post su blog e forum senza essere registrati, risultando quindi come Anonymous (Anonimo). Nel 2006 il termine inizia a cambiare, non indicando più il singolo utente, ma un movimento di utenti che sotto questo pseudonimo riuniva utenti di diverse culture ed idee, tutti spinti da un unico ideale "Cambiare il Mondo e renderlo più giusto".

Attualmente, a torto o a ragione, il termine Anonymous viene associato ad hacker, per il tipo di azioni dimostrative fatte. Ma dietro a questo movimento c'è molto di più.

Le origini di questo movimento sono comunemente legate alla piattaforma Imageboard di 4chan.org, un forum dove gli argomenti vengono avviati con immagini anzichè con comuni post. Tra le pagine di questo forum è nata la prima aggregazione di navigatori che hanno dato vita al movimento Anonymous.

Il movimento

AnonymousComposto per la maggioranza da utenti di imageboard e di forum, Anonymous si presenta come "libera coalizzione di abitanti di Internet" e tramite i mezzi messi a disposizione dalla rete (forum, social network, canali IRC ecc) comunicano organizzando dimostrazioni di vario tipo ed aiutando le "nuove leve" a mobilitarsi.

Il termine Anonimous viene spesso enfatizzato, dai suoi membri, per le difficoltà che richiede definirlo, preferendo usare "poesie" ed aforismi per descriverlo

Anonymous è la coscienza cosmica basata su Internet, Anonymous è un gruppo, nello stesso modo in cui uno stormo di uccelli è un gruppo. Come si fa a sapere che è un gruppo? Perchè viaggiano nella stessa direzione. In qualsiasi momento, più uccelli possono unirsi, lasciare lo stormo o staccarsi completamente verso un'altra direzione.

Il logo, un uomo in giaccia e cravatta con un punto interrogativo al posto della testa, espire l'organizzazione di Anonymous che non ha leader o partiti che lo controllino. Un movimento basato sul potere collettivo dei suoi membri che agiscono individualmente in modo che l'effetto della rete benefici il gruppo.

In seguito all'Operazione Chanology un altro simbolo si abbina al movimento Anonymous, la maschera da Guy Fawkes reso popolare dalla novella a fumetti V come vendetta.

Il concetto di hacktivista

I membri di Anonymous si definiscono hacktivisti inteso come manifestante del mondo digitale. La differenza con il termine hacker risiede nel fatto che l'hacktivista esprime la sua protesta semplicemente accedendo ad sito web o ad un sistema informatico. Facendo affidamento soprattutto sul numero di hacktivisti che partecipano alle proteste, Anonymous riesce a blocarre un server per un certo periodo, lasciandolo poi senza che nessun danno sia stato arrecato e permettendo al server di riprendere la propria funzione.


Attività ed iniziative

Anonymous

Premettiamo che quelle riportate ora sono alcune delle azioni attribuite ad Anonymous per auto-rivendicazione o perchè attribuitegli dai media.

2006 Great Habbo Raid

La prima iniziativa di un certo spessore è stato l'attacco al famoso social network Habbo, la cui struttura ricorda quella di un hotel virtuale e gli utenti hanno un approccio tipo "The Sims".
La scintilla che fece scattare gli utenti di Anonymous fu la notizia che un parco divertimenti dell'Alabama aveva impedito ad un bambino affetto da AIDS di immergersi in piscina. Il 12 luglio 2006 i membri di Anonymous si presentarono su Habbo tutti con la medesima skin, un uomo di colore con abito grigio e pettinatura afro, impedendo l'accesso alla piscina dichiarando "pool's closed due to aids", piscina chiusa a causa di AIDS. In più intasarono le chat del social network con frasi senza senso, disponendosi in ultimo come a disegnare una svastica.
I moderatori di Habbo furono costretti a bannare tutti gli utenti con quella skin e continuarono a farlo per molti giorni dopo l'evento.
Quest'iniziativa si ripete con cadenza annuale sempre il 12 luglio.

Guarda il video su YouTube

Arresto di Chris Forcand

Il 7 dicembre 2007, viene pubblicata la notizia dell'arresto di Chris Forcand, presunto "predatore di internet". Forcand venne poi condannato con per addescamento, via internet, e tentate molestie ad un ragazzino di 14 anni. Il Toronto Sun, quotidiano Canadese, pubblicando la notizia dichiarò che l'uomo era da tempo seguito da alcuni "cyber vigilanti" alla ricerca di pedofili sulla rete.

Anche il Global Television Network, trattò la notizia, identificando nei componenti di Anonymous la cellula di cyber vigilanti che aveva condotto la polizia all'arresto di Forcand.

 

Operazione Chanology

Anonymous proteste davanti alle chiese di ScientologyNel 2008 il movimento di Anonymous salì alla ribalta dei media per l'Operazione Chanology, una protesta contro la Chiesa di Scientology accusata di aver, a più riprese, tentato di rimuovere da internet il video una pubblicizzatissima intervista rilasciata da un membro di Scientology, l'attore Tom Cruise.
L'operazione è stata pubblicamente lanciata con un video "Message to Scientology" pubblicato su YouTube il 21 gennaio 2008. Nel suo messaggio Anonymous accusava la chiesa di Scientology di essere litigiosa e di condurre campagne di disinformazione di soppressione del dissenso. Per questi motivi Anonymous dichiarava, per il bene dei seguaci di Scientology e dell'umanità intera, di voler cacciare da Internet Scientology e di eseguire azioni atte a smantellare sistematicamente la chiesa nella sua attuale forma.

Questo video venne poi seguito, nei mesi, da attacchi DoS ai siti legati alla chiesa di Scientology, da fax in bianco, scherzi telefonici e tutta una serie di azioni destinate a disturbare l'operatività di Scientology.

Il 27 gennaio 2008 su YouTube appare un nuovo video "Call to Action" che annunciava nuove proteste davanti alle chiese di Scientology.
Il 10 febbraio 2008, 7000 persone in 93 città del mondo, si radunarono davanti alle chiese di Scientolgy per protestare contro le sue pratiche. A questi picchetti gli hacktivisti di Anonymous si presentarono mascherati da Guy Fawkes, per burla ma anche per timore di rappresaglie da parte della chiesa di Scientology.
Questi picchetti si riproposero anche il 15 marzo ed il 12 aprire del 2008 con affluenza molto simile.

A dicembre 2009, il concorso "Scientolgy Sucks: A Contest" offriva 1000$ a chi avesse fatto lo scherzo (legale) più bello ad una chiesa di Scientolgy. Il premio venne vinto dal video Scientology's Secret Nazi Ties in cui il protagonista travestito da nazista sfila e prega innanzi ad una chiesa si Scientology. Il secondo premio, 300$, venne vinto dal video Total Freedom, il terzo premio, 75$, andò al video Cults.


Attività ed iniziative 2

Anonymous

Attacco al forum Epilepsy Foundation

Il 28 marzo 2008 il Wired News riporta la notizia che degli hacker identificati come Anonymous avevano attaccato il forum di un'associazione sull'epilessia apportando modifiche al codice e pubblicando immagini con lo scopo di provocare convulsioni ed emicranie negli epilettici fotosensibili. Poco dopo il RealTechNews riportò la notizia che anche il forum del National Society of Epilepsy della Gran Bretagna aveva subito lo stesso attacco.

A breve distanza di tempo in un comunicato Anonymous negava qualsiasi legame con le due azioni accusando della cosa la chiesa di Scientology intenta nel rovinare l'immagine pubblica di Anonymous.

Riguardo a queste azioni l'FBI dichiarò che "non è stato trovato alcun collegamento di Anonymous con queste azioni e che non ci sono ragioni per credere che queste accuse verranno alzate contro il gruppo".

Il giorno del porno su YouTube

Il 20 maggio 2009, i membri di Anonymous pubblicarono centinaia di video porto su YouTube taggandoli come video per bambini e famiglie. L'attacco pare sia stato causato dalla cancellazione di un video musicale da parte di YouTube.

Iranian Green Party Support

Il 20 giugno 2009, dopo le elezioni in Iran e dopo le dichiarazioni di brogli elettorari, Anonymous, The Pirate Bay e vari hacker iraniani lanciarono il sito Green Party of Iran, con lo scopo di diffondere le notizie dei disordini e delle proteste in Iran. Nonostante i tentativi di censurare il sito, da parte del governo, vi furono subito più di 20.000 contatti. Ora il sito fornisce notizie e supporto agli iraniani che protestano.

Operazione Didgeridie

Nel settembre 2009 alcuni governi avevano cercato di bloccare l'accesso ad alcuni imageboard. Il più attivo fu il governo Australiano, con un piano dilcensura a livello degli Internet Service Provider.

Al fine di tutelare i diritti civili Anonymous lanciò due attacchi, il primo, "intimidatorio", il 9 settembre 2009 provocando il blocco del sito del primo ministro Rudd. Il secondo, più concreto ed organizzato, il 10 febbraio 2010 provocò il defacciamento del sito del primo ministro, reso offline per tre giorni il sito del Parlamento Australiano e creato problemi anche al sito del Dipartimento per le Comunicazioni Australiano.


Operazione PaybackOperazione Payback

 

 

 

Nel 2010 alcune società di Bollywood, l'industria del cinema indiana, comprarono dei software dall'Aiplex Software con lo scopo lanciare attacchi DDoS a siti web che pubblicavano contenuti protetti da copyright. Nativamente l'Operazione Payback avrebbe dovuto prendere di mira il sito dell'Aiplex Software, ma, a settembre 2010, qualche ora prima dell'attacco il sito era già stato messo offline da un'altro individuo. Questo spinse gli organizzatori dell'operazione a puntare contro i siti di organizzazioni che tutelavano il diritto d'autore ed i siti delle società di Bollywood "incriminate".

Gene Simmons

Nel 2010, durante il concerto del MIPCOM, Gene Simmons, bassista dei Kiss, rilascio delle dichiarazioni molto forti nei confronti della pirateria in cui proponeva che venisse portata via anche la casa a chi era colpevole di violare il diritto d'autore.
A breve distanza delle dichiarazioni di Simmons, i membri di Anonymous lanciarono degli attacchi DDoS contro i siti della rock star (GeneSimmons.com e SimmonsRecords.com).

In risposta agli attacchi Simmons scrisse sul suo sito:

Alcuni di voi avranno sentito un paio di scoregge di popcorn: i nostri siti minacciati dagli hacker. Il nostro team di legali e l'FBI sono stati sul caso e abbiamo trovato un paio di, diciamo così "avventurosi" giovani, che si sentono al di sopra della legge. E, come affermato nel mio discorso al MIPCOM, quereleremo i loro pantaloni. In primo luogo, saranno puniti. In secondo luogo, potrebbero trovare i loro piccoli culi in carcere, proprio accanto a qualcuno che è lì da anni e sta cercando una nuova ragazza. Ci sarà presto la stampa dei loro nomi e delle loro foto. Vi troveremo. Non vi potete nascondere. Restate sintonizzati.

Per tutta risposta Anonymous attaccò nuovamente i siti di Simmons rendendoli offline.

WikiLeaks - Operazione Vendetta Assange

A partire dal 2010, il sito WikiLeaks fu soggetto a grandi pressioni per interrompere la pubblicazione di documenti segreti provenienti dagli archivi degli Stati Uniti e di altre nazioni.
Anonymous decise di appoggiare WikiLeaks modificando il senso dell'Operazione Payback lanciando attacchi DDoS contro i siti che delle aziende che osteggiavano WikiLeaks. L'8 dicembre 2010 i siti di Paypal, MasterCard, Visa, PostFinance vennero resi offline.

Operazione Tunisia

Otto siti governativi Tunisini vennero presi di mira a causa della censura applicata a WikiLeaks e dell'oscuramento delle informazioni relative ai disordini del 2010 e del 2011. Questi attacchi presero la denominazione di Operazione Tunisia e favorirono l'aumento dell'attivismo tunisino contro il governo caduto poi il 14 gennaio 2011.

Operazione Egypt

Subito dopo l'Operazione Tunisia si innescarono sommosse anche in Egitto. Gli attivisti di Anonymous pubblicarono su YouTube un video in cui si schierava apertamente con il popolo egiziano. Anonymous si limitò ad attaccare i siti del governo egiziano lasciandoli offline sino alla caduta del governo Mubarak.


Anonymous in Italia

Anche in Italia si sono verificati attacchi ed iniziative da parte di Anonymous

Attacco all'Enel

Il 25 marzo 2011, nell'ambito dell'Operazione GreenRight Anonymous attaccò il sito dell'Enel colpevole di aver assoldato 500 mercenari per reprimere le proteste della comunità di San Felipe Chenla in Guatemala, che dall'inizio di gennaio protestava contro l'intenzione dell'Enel di costruire li degli impianti idroelettrici.

Attacco all'Agcom

Il 28 giugno 2011, gli hacktivisti di Anonymous presero di mira il sito dell'Agcom (Autorità garante per le comunicazioni) accusata lavorare alla creazione di una "procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d'autore". (vedi il video)

Operazione Banche al sicuro

Il 3 settembre 2011 viene annunciato l'inizio dell'Operazione Banche al Sicuro, con la quale i membri di Anonymous avevano l'intezione di mostrare le vulnerabilità del sistema bancario informatizzato italiano. L'operazione permise di dimostrare come in soli 15 minuti fosse possibile rubare le credenziali di accesso di un utente, attaccando un server preso a caso da una ricerca su Google.


Attività recenti

Operazione Darknet

 

 

 

 

Lanciata il 14 ottobre 2011, l'Operazione Darknet è la sfida di Anonymous alla pedopornografia online. Dopo soli 10 giorni dall'inizio dell'operazione Anonymous scovò una serie di siti facenti parte di una lista chiamata "hard candy", siti nascosti e non indicizzati dai motori di ricerca. I siti scovati sono stati attaccati e cancellati. I dati contenuti, relativi a circa 1500 pedofili, sono stati pubblicati e forniti alle autorità competenti che hanno poi eseguito indagini ed arresti.

Il sacco di Natale

Sito della Statfor offline

La mattina di Santo Stefano, 26 dicembre 2011, gli attivisti di Anonymous hanno attaccato il sito della Statfor Global Intelligence, agenzia di sicurezza informatica, rubando circa 200 GB di dati relativi a conti e carte di credito dei clienti dell'azinda texana. Con i codici delle carte di credito sottratte Anonymous ha donato in beneficienza circa un milione di dollari ad organizzazioni come la Croce Rossa e Save the Cildren. (leggi Anonymous attacca a Natale ed elargisce 1 milione di dollari in beneficienza).

Operazione Italia

Il 12 Gennaio 2012 Anonymous ha attaccato il sito ufficiale del Governo Italiano, rendendolo inaccessibile per alcune ore dopo un attacco Ddos (leggi il nostro articolo Anonymous, attacco a Governo.it). Anonymous accusa il nuovo Governo Monti di aver solo parlato di equità, giustizia sociale e rigore ma di non aver ancora fatto nulla a riguardo.

Operazione Megaupload

Il 19 Gennaio 2012, in rappresaglia alla chiusura di Megaupload e Megavideo ad opera dell'FBI gli Activisti di Anonymous hanno eseguito una serie di attacchi contro siti governativi e di major riconducibili alla battaglia per l'approvazione delle leggi SOPA e PIPA. (leggi anche il nostro articolo Anonymous, rappresaglia contro la chiusura di Megaupload)

Oscuramento del sito Vojont.info

A metà febbraio 2012, su richiesta dell'Avv. Maurizio Paniz, viene oscurato dalle autorità giudiziarie il sito Vojont.info reo, secondo Paniz, di averlo diffamato con alcune affermazioni. Per risposta, Anonymous Italia, il 20 febbraio 2012, ha attaccato e defacciato il sito di Paniz pubblicando la frase "Se la mafia fosse una montagna, scillipoti (sic) e paniz sarebbero due guide alpine".

 

Fonti:

 

Articoli correlati:

Anonymous minaccia di bloccare Internet il 31 Marzo

Anontune un servizio web per ascoltare e condividere la musica creato da Anonymous

Redazione MrInforamtica.eu
Author: Redazione MrInforamtica.eu
La Redazione di MrInformatica.eu è composta da tre blogger, ai quali si aggiungono amici provenienti dalle più svariate esperienze. Tutti uniti dall'amore per l'informatica, il web e gli smartphone

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